La prudenza non è mai troppa

Autore: Alfio Bosco

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Gesù mise in guardia i suoi discepoli di diffidare dei predicatori e degli insegnanti che ricercano la popolarità, che amano gli onori, che vogliono essere tenuti in grande considerazione per le loro cariche è titoli e propongono un messaggio contraffatto.

Questi falsi predicatori ed insegnanti, sia uomini che donne, si dicono araldi dell’insegnamento biblico, cercano di diffondere il loro falso vangelo e di attirare seguaci. Tra le tante eresie sorte nel ventesimo secolo, in ambito Pentecostale c’è anche la “teologia della confessione positiva”, il “Vangelo della Prosperità” e la “Parola della fede”.2

Questo è un messaggio che dal 1980, viene insegnato anche in molte chiese pentecostali italiane.

Al di là dell’etichetta usata l’essenza del messaggio, è la medesima: “Dio desidera che i credenti, siano fisicamente in salute, materialmente ricchi e personalmente felici.”

I predicatori, di questo insegnamento, sostengono che basta proclamare con una fede sufficiente la propria fiducia di ottenere la prosperità e la salute per realizzarla.

Pertanto chi è povero o malato deve ravvedersi, è chiedere perdono a Dio per la sua poca fede.

In sostanza il benessere materiale è come indice di salvezza dell’anima. Più possiedi in soldi e beni materiali, è più questo diventa il segno della benedizione di Dio.

Tale corrente di falsari della fede è fatta propria da pastori e telepredicatori senza scrupoli, avidi, amanti del lusso più sfrenato, totalmente sviati, è asserviti al dio denaro (Mt 6:24).

In pratica questi furfanti illudono i credenti dicendo: più generosamente donate del denaro al conduttore o alla chiesa che frequentate, più ricevete da Dio il suo favore.

Questi presentano come indice più attendibile dei loro progressi realizzati: il successo commerciale di una congregazione, l’aumento dei fedeli e gli ascoltatori radiofonici e televisivi.

Con questo tipo di messaggio diventare cristiani, è un vero affare. Oltre ad avere la salvezza dell’anima è garantita anche la prosperità economica e fisica. È importante sottolineare che i pastori e i predicatori di questo messaggio, primo di amore e di umiltà, pretendono dai credenti decime e abbondanti offerte.

Il Movimento di fede insiste che molte malattie e privazioni materiali sono di origine demoniaca.

Tutte le persone hanno la tendenza ad accumulare beni e tesori perché danno un senso di sicurezza e perché attribuiscono un alto grado sociale. Nella logica secolare le persone ricche acquisiscono considerazione, stima, rispetto e privilegi. Questo vale anche per quelli che commettono palesemente atti di illegalità.

Gesù non considera le persone di valore in base alle proprie ricchezze e né contesta la convinzione secondo la quale il valore delle persone dipenda dai beni posseduti. Mette in guardia ai suoi che la ricchezza, non determina sicurezza, ma vulnerabilità e fragilità perché soggetta al tarlo, alla ruggine che consumano e ai ladri che rubano e diventa il nostro unico vero tesoro e padrone del nostro cuore (Mt 6:25-33; 19:22,-24; Fl 2:1-10).

Questo modo di credere e di pensare non corrisponde al messaggio della Parola di Dio (Mt 6:25-33; 19:24.

Il cristiano deve prima di tutto capire quale lingua parla il suo cuore ed entrare nella logica del Regno di Dio.

Le ricchezze materiali non sono certo un male in sé, ma per il cristiano il desiderio delle ricchezze, è certamente un sogno sbagliato e un obbiettivo secondario. Il cristiano deve con fermezza e determinazione, puntare i suoi desideri e la sua ricerca sul Regno di Dio e la Sua giustizia. Questi valori, di verità e giustizia, se concretizzati nella propria vita, rendono il cristiano sicuro e invulnerabile.

Servire il denaro significa dargli un così grande valore che:

  1. a) Averlo diventa l’obbiettivo principale della nostra vita;

  2. b) nei nostri soldi riponiamo la nostra fiducia e la nostra speranza;

  3. c) dal denaro facciamo dipendere la nostra sicurezza e la nostra felicità;

  4. d) poniamo il denaro al di sopra dei piani e dei propositi di Dio per noi.

Gesù mette in risalto, nei suoi insegnamenti, che fare la volontà di Dio per fede è la condizione indispensabile per entrare nel regno dei cieli (Rm 5:1,2).

La Chiesa è formata da credenti che sono stranieri, gente di passaggio, in viaggio verso una “patria migliore” (Gv 17:11,14; 1Pt 2:11; Eb 11:16). La nostra cittadinanza è con Cristo in cielo (Fl 3:20; Eb 11:9-16). Pertanto non dobbiamo conformarci ai modelli o alle usanze del mondo (Rm 12:2). La nostra vita deve distinguersi per santità di condotta (Fl 2:15).

“Se dunque v’è qualche consolazione in Cristo, se vi è qualche conforto d’amore, se vi e qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi il sentimento che è stato in Cristo, il quale pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui tenersi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce” (Fl 2:2).

1protestantesimo pentecostale terza ondata (b)
Nota:
il Centro di Formazione Biblica Rhema ha la sua sede centrale a Tulsa, in Oklahoma (Stati Uniti). Rhema in Italia ha una sua sede a San Giovanni Lupato (Verona), presso la chiesa Cristiana Evangelica “Parola di Vita”, curata dai pastori Mauro e Connie Girgenti, nonché direttori di Rhema Italia. A sud Rhema Italia ha una sede a Comiso (Ragusa), presso la Chiesa “La Parola Vivente”, curata dai pastori Giuseppe e Graziella Lolito, che dal 2004 svolgono il ruolo di sorveglianti per l’Italia e di direttori, nonché insegnanti, di Rhema Italia Sud.

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