La chiesa

 

Autore: Alfio Bosco

Oggi, non è più tempo per una Chiesa operante sulla base del ricordo, dormiente, fredda, senza amore, confusa, sopraffatta, compromessa, troppo tollerante e timorosa di sentirsi libera, secondo il dono dell’Evangelo.

Se la Chiesa non ritornerà subito al suo autorevole messaggio biblico, molto presto assisteremo allo spettacolo di milioni di cristiani che per trovare cibo spirituale e un ambiente religioso più evangelico, saranno costretti a uscire dalla congregazione.

In nessun altro campo l’errore, l’inganno e la ciarlataneria assumono le proposizioni che hanno in quello della religione.

Dobbiamo raccogliere tutto il coraggio e il discernimento per distinguere con il controllo dello Spirito santo tra la verità biblica immutabile e ciò che per noi può essere comodo.

È fondamentale, per non essere influenzati e disorientati da questa società nutrita da una cultura senza valori morali, spirituale e senza ideali unitari, che la visione della Chiesa e del servizio (diàkonos) siano lievitati quotidianamente dall’Evangelo della grazia e dalla forza dello Spirito Santo (At 1:7,8).

Non basta essere solamente dei buoni credenti, predicatori, insegnanti, relatori e organizzatori di conferenze, è necessario essere prima di tutto dei buoni discepoli, servitori della comunità, come lo è stato Cristo (Gv 13:14,15).

La Chiesa nasce dall’ascolto della Parola, quindi la predicazione della parola di Dio è un suo compito specifico.

La predicazione, dunque, non si limita a suscitare credenti nei vari continenti, ma fonda comunità che rendono visibile la Chiesa nei vari luoghi della terra.

Lasciamoci istruire da Lui che è umile e mansueto e non tratta nessuno con violenza ma è buono con tutti (Mt 11: 28, 29).

La visione per la via della vita più viva, più giusta, più libera e più liberante nel lavoro, nella famiglia, nella società, nella Chiesa e nelle aspirazioni interiori, dipende molto dal contatto quotidiano con Dio, dalla fedeltà e dalla disponibilità dove è richiesto il loro servizio, rinunciando a tutti i privilegi finanziari o di altro tipo.

Se si esamina accuratamente il cristianesimo contemporaneo, si vedrà come esso sia stato assorbito dall’egocentrismo umano che nonostante sia il motore del nostro progresso, è anche la causa dei disastri che si stanno verificando sul nostro pianeta, nella società umana e anche nel cristianesimo (Mt 16:24,25).

In questi tempi è sempre più in crescita il modello di chiesa volta alla ricchezza e al potere, Non si parla più di rispetto, di solidarietà fraterna, di scambio sincero e costruttivo, di esperienze di fede, di uomini pii, mansueti e santi, ma di stima di se stessi, di eccitazioni emotive, di leadership, di primato, di professione pastorale, di salario, di offerte, di decime, di donazioni e di edifici.

Oggi più che mai, per molti responsabili di comunità o di movimenti cristiani la priorità numero uno non è più la gloria del Creatore, ma la soddisfazione emotiva dell’assemblea. C’è chi predica l’Evangelo sinceramente e per amore e chi predica con spirito di rivalità e per denaro.

La predicazione della croce che è la potenza di Dio è stata sostituita con il cult show (1Cor 1:17-19).

Ciascun credente sceglie le persuasioni filosofiche e religiose a proprio piacimento: quelle che meglio rispondono ai propri gusti o quelle in cui ci si sente meglio a proprio agio.

Non ci si preoccupa più se una cosa sia vera o no, ma che soddisfi, piaccia, affascini, e impressioni.

L’adesione personale alla chiesa dura fintanto che si condividono le sensazioni offerte. Quando ci si stanca di esse si desidera provare qualcos’altro.

Ma ciò che sconcerta del cristianesimo moderno, è la dominante accettazione di simili “insegnamenti” (2Tm 3:13) e peggio, come molti credenti – a causa della loro superficiale conoscenza biblica e della loro pigrizia nello studio – non riescono a vedere come ciò sia del tutto incentrato nell’uomo e sul dio mammona (2Tm 3:14; At 17: 11; Lc 16: 1-13).

Fintanto chè, attribuiremo a noi stessi uno status più elevato di quello che in realtà abbiamo, non risaneremo e non supereremo questa crisi.

La chiesa di oggi ha bisogno di una potente iniezione d’umiltà e di un particolare bisogno di timore del Signore (At. 9:31; Sl 111:10; 2:11; Ap 14:7).

Il successo della chiesa non è determinato dai numeri, ma piuttosto dall’accurata proclamazione della Verità e dalla fedeltà alla Parola di Dio (2 Tm 2:15; Gc 3:1).

La vera scelta sta nel sapere rompere del tutto con le dottrine confortevoli, personali ed egocentriche a cui molti si sono aggrappati fin troppo.

(2Tm 4:1-5).

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