Il padre misericordioso

Luca15:11-24

Autore Alfio Bosco
Il soggetto principale di questa parabola è Dio, che come un padre buono e misericordioso accoglie tra le sue braccia, tutti quelli che fanno ritorno alla casa paterna e gli restituisce l’autentica dignità di figli.

In questa parabola l’umanità è rappresentata da due categorie di persone “definiti figli”, ma decisamente opposti tra loro.

Ci sono infatti quelli che si avvicinano a Dio con umiltà per ascoltare la sua parola, propensi a cambiare modo di vivere, relazionandosi sempre con la sua volontà, ma ci sono anche quelli che si avvicinano a Dio con uno spirito religioso e legalista, propensi sempre a vedere la pagliuzza che c’è nell’occhio del proprio fratello e non avvertono la trave che c’è nel proprio occhio.

All’intero di questa parabola c’è infatti chi sbaglia, chi perdona e chi fa festa per un rapporto risanato, ma c’è anche chi non sa perdonare o addirittura gli secca che vi sia chi è misericordioso.

Nella vita un po’ tutti siamo il fratello minore o il maggiore, ma più raramente il padre che perdona.
Dio dà sempre la possibilità a tutti gli uomini di fare rientro a casa e di ricominciare un nuovo cammino.

Anche la chiesa deve assumere tale atteggiamento nei confronti di tutti coloro che fanno l’esperienza del figliol prodigo.

Quando c’è questa consapevolezza e quando tale coscienza si manifesta in atteggiamenti concreti, si scopre la dimensione materna e paterna della comunità, e ci si sente accolti e riaccolti sempre di nuovo, molto più di quanto meriteremmo.

Il perdono è terapeutico, eccezionale, efficace; il perdono è in grado di modificare profondamente la vita, le emozioni e i pensieri; il perdono è il cuore della vita comunitaria.

Il perdono è la forza della misericordia, dalla quale scaturisce la riconciliazione, la comunione, il dialogo e la creatività.

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