Fede e opere

Giacomo 2: 1

A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?”

Il senso secondo l’originale greco è questo: “fratelli quale è il mio profitto o guadagno di dire che credo in Dio se non faccio quello che Lui mi dice? Può il mio solo credere in Dio liberarmi dal peccato? 

Molti, cristiani e non dicono di credere in Dio.  Anche i demoni ci credono (Gc 2: 19).

Nella prima lettera di Giovanni capitolo 5 v. 1-5 leggiamo: “Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi è stato generato. Da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; i suoi comandamenti non sono pesanti. Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo (il peccato); e questa è la vittoria che ha vinto il mondo (il peccato) la nostra fede”. La fede che non interessa il cuore e non agisce sulla vita quotidiana del credente è una fede morta, una fede che non salva, perché non è frutto dell’opera di Dio. La fede autentica, trasforma, produce opere buone ed in particolare il ravvedimento, l’ubbidienza e la sottomissione alla signoria di Cristo.

 

 

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